sabato 3 settembre 2011

29 anni fa l'assassinio del Gen. Dalla Chiesa

Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa capì la portata devastante di “cosa nostra”, del suo sistema di potere fondato sulle colusioni con la politica e con l’economia. Sapeva bene a quali rischi andava incontro, ma da grande servitore dello Stato non si tirò indietro.
Il 3 settembre 1982 venivano assassinati dalla mafia a Palermo il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’Agente di Polizia Domenico Russo.
L’isolamento a cui fu abbandonato creò le condizioni per il suo barbaro assassinio. Solo il giorno dopo, com’è nella peggiore tradizione della politica italiana, fu approvata quella Legge tanto cara a lui ed a Pio La Torre, che introduceva nel nostro ordinamento il reato di associazione mafiosa, il sequestro e la confisca dei beni.
Ancora oggi l’omicidio Dalla Chiesa, così come molti altri omicidi di mafia e le stragi, gridano verità e giustizia. Mancano all’appello del giudizio penale le responsabilità di chi ha colluso e depistato. Inoltre, bisogna andare fino in fondo sui rapporti mafia-politica, come fece Dalla Chiesa quando allora consegnò alla commissione antimafia le schede sui politici collusi. «Un tabù ancora vivo» – ha affermato l’On. Lumia - « se si pensa che in occasione delle ultime elezioni regionali la Commissione Antimafia ha avuto enormi difficoltà ad acquisire i pareri dei Prefetti sui candidati».

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