giovedì 24 gennaio 2013

N.T.M.D.T.

N. T. M. D. T.


Non Tutto Ma Di Tutto (ed il contrario di tutto), è quello che stiamo sentendo dai media in queste concitate fasi della campagna elettorale.
Trovo intollerabile che ancora oggi, certi fatti ed affermazioni vengano scambiati ancora per politica o campagna elettorale. I protagonisti? Miserabili facce toste direi !
Da chi si erge a paladino della legalità, sforbiciando qualche nome “pesante” dalle liste “per colpa dei soliti magistrati politicizzati”, salvo confessare pubblicamente che l’operazione è solo dovuta all’esito degli ultimi sondaggi…. a chi cambia radicalmente idea sui bombardieri “F 35”, solo dopo qualche mese avere votato in Parlamento contro un ordine del giorno che ne chiedeva l’eliminazione. Memoria corta? Non solo!
Qualche sera fa un militare in divisa nei telegiornali nazionali delle 20: “Il caccia F35 è "indispensabile" per la Difesa italiana; "Non esistono alternative adeguate" ed esso rappresenterà "la spina dorsale della forza aerea nazionale dei prossimi 40 anni".
Quanto ai problemi tecnici segnalati recentemente, come la vulnerabilità ai temporali, "sono normali in questa fase di sviluppo e verranno via via corretti".
Ohibò, ma si tratta sempre dei difettosissimi aerei da guerra, così come riconosciuto dallo stesso Pentagono, i cui costi stanno lievitando esponenzialmente? Confermare l’ordine significa, non ricordiamocelo solo sotto elezioni, sprecare vergognosamente soldi pubblici che potrebbero sicuramente trovare migliore investimento nell’istruzione, nella salute, nella ricerca e nel lavoro e in tanti altri settori che la crisi e le scelte degli ultimi esecutivi, hanno messo in ginocchio.

martedì 8 gennaio 2013

Nasce il giornale on line 100 passi

NASCE IL GIORNALE ON LINE 100 PASSI

Un altro passo è fatto, nasce il giornale on line 100 passi.
Non si tratta di uno dei tanti giornali o blog che compaiono solitamente sul web, quello esisteva già nel sito di Radio 100 passi. Si tratta invece della partecipazione ad un nuovo ed innovativo progetto editoriale indipendente.
Nasce una Syndication. Testate e grandi firme del giornalismo scelgono di mettere insieme risorse e idee per costruire un progetto. Per rispondere alla necessità di voltare pagina, al vento che sta cambiando portandosi via cartacce e vecchi sistemi di potere anche nell'informazione.
In questo percorso di innovazione e cambiamento, Globalist syndication, questo il nome, opera nella costruzione di un modello informativo aperto e realmente partecipativo, al contrario del sistema chiuso dei media tradizionali.
Un'agorà nella quale condividere informazioni, far crescere una news-factory partecipativa che sappia realizzare un'informazione doc, controllata e garantita fin dalle fonti.
Con 100 PASSI, “100 firme per un solo punto di vista, il tuo”: Gianni Cipriani direttore del progetto; Onofrio Dispensa, già vice-direttore del Tg3, ideatore di Linea Notte; Giovanna Botteri, Corrispondente della Rai dagli Stati Uniti; il vignettista Vauro; Giuliana Sgrena, Giornalista del manifesto e di Die Zeit; Ernesto Bassignano, Cantautore, giornalista e conduttore radiofonico; Giulia, l'associazione delle giornaliste unite; il giornalista Xavier Jacobelli; Tiberio Timperi giornalista conduttore televisivo; Ennio Remondino, Giornalista e inviato di guerra della Rai; Gigi Moncalvo giornalista televisivo; e tanti altri; tra le testate non ultimi anche gli amici di Telejato.
Insieme saremo impegnati a difendere e a promuovere la libertà della rete, la sua autonomia e neutralità, e tra i nostri obiettivi quello di partecipare all'innovazione dell'informazione e del giornalismo.
La linea guida sarà l'indipendenza editoriale e la trasparenza degli obiettivi.

Riepilogando, 100 passi:
si legge su:      http://www.100passi.info/
si guarda su:   http://www.100passi.tv/

Per non dimenticare: Giuseppe Fava


Per non dimenticare: GIUSEPPE FAVA
[scrittore, giornalista, drammaturgo, saggista e sceneggiatore ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984]

In una celeberrima intervista rilasciata a Enzo Biagi, appena una settimana prima del suo assassinio, verità di un’incredibile attualità già note e denunciate 29 anni fa dal giornalista antimafia siciliano:
“Io vorrei che gli italiani sapessero che non è vero che i siciliani sono mafiosi. I siciliani lottano da secoli contro la mafia.
I mafiosi stanno in parlamento, i mafiosi sono ministri, i mafiosi sono banchieri, sono quelli che in questo momento sono al vertice della nazione. Nella mafia moderna non ci sono padrini, ci sono grandi vecchi i quali si servono della mafia per accrescere le loro ricchezze, dato questo che spesso viene trascurato.
L’uomo politico non cerca attraverso la mafia solo il potere, ma anche la ricchezza personale, perché è dalla ricchezza personale che deriva il potere, che ti permette di avere sempre quei 150mila voti di preferenza. La struttura della nostra politica è questa: chi non ha soldi, 150mila voti di preferenza non riuscirà ad averli mai!
I mafiosi non sono quelli che ammazzano, quelli sono gli esecutori; ad esempio si dice che i fratelli Greco siano i padroni di Palermo, i governatori. Non è vero, sono solo degli esecutori, stanno al posto loro e fanno quello che devono fare.
Io ho visto molti funerali di Stato: dico una cosa che credo io e che quindi può anche non essere vera, ma molto spesso gli assassini erano sul palco delle autorità…”.
Giuseppe (Pippo) Fava venne freddato da mani mafiose il 5 gennaio 1984 a Catania, dopo che i potenti della città tentarono fino all’ultimo istante di comprare lui, il suo silenzio e il suo giornale: “I Siciliani”.

lunedì 7 gennaio 2013

Prove di apartheid


Prove di apartheid a Trapani: Un bus solo per immigrati

Leggendo questa notizia torna in mente la celebre canzone di Celentano il mondo in MI settima:
Prendo il giornale e leggo che …
sulla terra sempre c'è una guerra…
si rapina il lunedì, ci si ammazza gli altri dì,
guarda un pò che società! Ipocrisia, qua e là…

Noo ragazzi, ma non rattristatevi così,
i giornali qualche volta esagerano sempre un pò.
E poi se andiamo a vedere questo giornale chissà di quanti anni è...
Anzi, adesso voglio propio vedere la data….
E' di oggi!.
Si è di oggi e Trapani è in Italia !
Ohibò, perché mai questa sorta di ghettizzazione etnica, che ricorda tristemente gli anni bui del razzismo in Sudafrica o negli Stati Uniti?
Alla base di questa intuizione raggelante, arrivata al termine di un confronto con i vertici dell'Atm, l'azienda trasporti di Trapani, ci sarebbero le numerose lamentele dei residenti che, spiega il consigliere comunale Andrea Vassallo, riferiscono di comportamenti poco civili adottati dagli immigrati che spesso creano ed alimentano all'interno del bus un clima di tensione tale da lasciar presagire, prima o poi, il verificarsi di episodi spiacevoli.
Insomma, si tratterebbe, senza mezzi termini, di un vero e proprio apartheid in salsa sicula.
Nocciolo della questione è un bus pubblico di linea che collega la città siciliana con il C.A.R.A. (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo) posto a 6 km. a Salina Grande.
Per il consigliere Opportuno sarebbe, valutare l'ipotesi di istituire un servizio di trasporto esclusivamente dedicato ad essi, da sottoporre a controllo da parte della polizia, al fine di scongiurare i pericoli di ordine pubblico che potrebbero malauguratamente ingenerarsi.
La logica del consigliere non fa una piega: dopo tutto anche agli ebrei, poco meno di un secolo fa, fu proibito di prendere il tram…. e poi, trattandosi di ordine e sicurezza pubblica, perché non chiedere anche il certificato del casellario giudiziario a chi sale? Sarebbe più prudente che i pregiudicati andassero a piedi o prevedere un autobus ad hoc anche per loro? …. E gli omosessuali?... E…
insieme alla canzone di Celentano, signor consigliere comunale della 6° commissione consiliare, a noi torna in mente, soprattutto, l'articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana, alla quale anche Lei ha giurato fedeltà: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese", articolo che dal 1° Gennaio 1948 non è mai cambiato !

venerdì 4 gennaio 2013

Buon compleanno Peppino

  
Buon compleanno Peppino !
Il 5 Gennaio Peppino Impastato avrebbe compiuto 65 anni.
I mafiosi di Cinisi lo hanno ucciso il 9 maggio 1978, ma dopo quasi trentacinque anni continua ancora ad essere straordinariamente vivo nelle lotte di tutti coloro che vogliono una società libera dai privilegi, dalle ingiustizie, dagli autoritarismi e dalla logica del profitto.
Ricordare Peppino nel giorno del suo compleanno? No, non è demagogia.
E’ importante ricordare la nascita, come un momento più legato alla vita e all’idea che “Peppino è vivo”, cercando di immaginare cosa avrebbe potuto essere Cinisi e come avrebbe potuto svilupparsi la dialettica politica se Peppino avesse potuto continuare la sua attività di coraggiosa denuncia di mafiosi e politici.
Il 5 Gennaio è una data con due coincidenze: la nascita di Peppino Impastato e la morte di Giuseppe Fava, un personaggio con il quale si possono cogliere delle affinità con Peppino: entrambi legati dal mondo dell’informazione attraverso la denuncia pubblica e dalla volontà di lottare per una Sicilia libera dalla mafia.
Due persone con una diversa storia alle spalle, ma con molti punti in comune: entrambi vengono ricordati come “giornalisti” uccisi dalla mafia: Fava era un “professionista” del giornalismo, Peppino, malgrado qualche rara corrispondenza a “Lotta continua” aveva dedicato la sua attenzione all’informazione orale attraverso Radio Aut. Solo nel 1996 gli sarà concessa, alla memoria, l’iscrizione all’albo dei giornalisti. 
Entrambi avevano identificato nei mafiosi della loro zona, da una parte Nitto Santapaola, dall’altra Tano Badalamenti, i nemici della Sicilia e del suo decollo economico e sociale.
Entrambi amavano l’arte, il teatro, (anche se Peppino non scrisse per il teatro), i lavori teatrali di Fava ancora oggi suscitano ammirazione. Entrambi, subito dopo la loro morte vennero diffamati, secondo le regole e le strategie mafiose, affinchè di loro si perdesse la memoria: Fava un “femminaro”, Peppino un “terrorista”.
Fortunatamente, almeno in questi due casi, il tempo e le indagini hanno fatto giustizia e i colpevoli sono stati individuati e condannati.
L’esempio di Peppino e di Fava ripropone l’importanza e la delicatezza dell’informazione, dove oggi il monopolio che alcuni gangsters e piduisti esercitano su questo campo, consente di creare consenso politico ed economico ai soliti gruppi di potere che continuano, con la violenza a consolidare la propria ricchezza sulle spalle dei più deboli.
Ci sono delle persone che è necessario ricordare anche nel giorno della loro nascita: proprio per le loro idee, il loro coraggio e per ciò a cui hanno dedicato l’esistenza.
Ecco perché preferisco ricordare Peppino per la sua vita, nel giorno della sua nascita….
Sarai sempre con noi, Auguri Peppino !



venerdì 28 dicembre 2012

Attività di Casa Memoria

Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato si accinge a diventare “bene culturale testimonianza della storia collettiva e simbolo della lotta contro la mafia”.

Venerdì 7 dicembre scorso, giorno in cui si commemorava l'ottavo anniversario della morte della mamma del militante ucciso dalla mafia il 9 maggio '78, è stato compiuto il primo passo: davanti la porta della casa in cui vissero Felicia e Peppino, insieme a tutta la famiglia Impastato è stata apposta una targa.
"E' un fatto importante, perchè è la prima volta che un luogo simbolo della lotta alla mafia ottiene un riconoscimento istituzionale del genere; un riconoscimento voluto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano", dichiara Giovanni Impastato, figlio di Felicia e fratello di Peppino.
"A livello regionale è stato fatto tutto quello che doveva essere fatto affinchè Casa Memoria diventasse bene culturale, adesso per completare l'iter la pratica dovrà essere vagliata dal Ministero dei Beni culturali", conclude.
Doveva essere il presidente della Regione Rosario Crocetta a scoprire la targa affissa davanti Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato di Cinisi, nell’8° anniversario della morte della madre del militante di democrazia proletaria, ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1978, ma per impegni improrogabili non ha potuto ritrovarsi tra quelle mura che si accingono a diventare un bene culturale a testimonianza della storia collettiva e per la sua valenza simbolica di esempio di civilta’ e di lotta alla mafia”.
Alla cerimonia, oltre a Giovanni Impastato, erano presenti l'onorevole Giuseppe Lumia e i sindaci di sette comuni dell'hinterland, tra i quali Salvatore Palazzolo e Massimo Cucinella, primi cittadini rispettivamente di Cinisi (luogo in cui si trova Casa Memoria) e Terrasini.
Verso il 9 maggio 2013….

Il 18/12 L’associazione “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato” e il Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato” di Palermo, presso i locali dell’ex Casa Badalamenti (C.so Umberto I, 183 - Cinisi), hanno presentato il prossimo raduno dei sindaci che si svolgerà nella giornata del 9 Maggio 2013 in occasione del 35° anniversario della morte di Peppino Impastato.
[Nella foto i Sindaci nella ex casa di Don Tano Badalamenti (la casa dei 100 passi), il 9 maggio 2012]
Presenti il vice – presidente nazionale di Avviso pubblico Gabriele Santoni; il presidente del “Centro siciliano di documentazione Giuseppe Impastato” di Palermo Umberto Santino; il presidente nazionale del CNCA Don Armando Zappolini; il presidente regionale del CNCA Salvo Cacciola.
Già quest’anno, dopo un appello promosso da Giovanni Impastato e da Casa Memoria Impastato, molti sindaci di comuni aderenti ad Avviso pubblico hanno partecipato alle iniziative in programma per il 9 maggio 2012.
A livello locale hanno anche aderito le associazioni: “Musica e Cultura”, Asadin, Azione Cattolica Ecce Homo, Istituto comprensivo“Giovanni Meli”, la Consulta giovanile, Associazione calcio Città di Cinisi, Assessorato alla cultura, Biblioteca comunale.
L’evento, è diventato un appuntamento annuale ed ha creato una rete tra gli enti e le associazioni locali e le grandi organizzazioni nazionali (Acli, Agesci, Arci, Libera, CGIL, CNCA, Emergency, Lega ambiente, Uisp).
Per il prossimo 9 Maggio le associazioni promotrici hanno rinnovato l’invito ad altre associazioni e cittadini ad aderire, con proposte per preparare insieme il programma.
Alla fine dell’incontro, sono state poste altre due “pietre d’inciampo”, dedicate alla memoria di Felicia Bartolotta Impastato, davanti Casa Memoria Impastato e l’ex casa Badalamenti, per continuare il percorso dei “Cento passi”, previsto nel progetto “Un ponte per la memoria”. E' intervenuto anche il presidente della Fondazione di studi sulla 'ndrangheta Claudio La Camera coordinatore del progetto “Un ponte per la memoria”.
Carmen Consoli - Ciuri di campu (fiore di campo)

domenica 9 dicembre 2012

Verità indicibili

“C’è una verità indicibile nelle stanze del potere, un potere non conoscibile dai cittadini che si nasconde, che si sottrae a ogni forma di controllo. La ragion di Stato rischia di diventare un ombrello difensivo sotto il quale proteggere la parte oscura del potere, il suo volto osceno, e la storia occulta dei patti inconfessabili, compresi quella tra Stato e mafia.” (Antonio Ingroia)

Servizio Pubblico, Agnese Borsellino: “Il mio sdegno per Mancino”
Agnese Borsellino, moglie di Paolo, commenta dopo anni di silenzio gli ultimi avvenimenti relativi al processo sulla trattativa e alla decisione della consulta sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.
Punta il dito contro Nicola Mancino. « Non ho il titolo, né la competenza per commentare conflitti di attribuzioni sorti tra poteri dello Stato - dice a Servizio Pubblico in onda giovedì 7/12 su La7 - ma sento di avere il diritto, forse anche il dovere, di manifestare tutto il mio sdegno per un ex ministro, presidente della Camera e vice presidente del Csm, che a più riprese nel corso di indagini giudiziarie, che pure lo riguardavano, non ha avuto scrupoli nel telefonare alla più alta carica dello Stato, cui oggi io ribadisco tutta la mia stima, per mere beghe personali ». La Borsellino definisce Mancino « abile a distrarre l’attenzione dalla sua persona e spregiudicato nel coinvolgere la presidenza della Repubblica in una vicenda giudiziaria, da cui la più alta carica dello Stato doveva essere tenuta estranea ». C’è anche una domanda inquietante nella lettera di Agnese Borsellino: « Chi era e quale ruolo rivestiva l’allora ministro dell’Interno Mancino quando il pomeriggio del primo luglio del ’92 incontrò mio marito? Perché Paolo, rientrato la sera di quello stesso giorno da Roma, mi disse che aveva respirato aria di morte? ».

Amministratori locali nel mirino
Sono 270 gli atti di intimidazione monitorati nel rapporto annuale di Avviso Pubblico. Atti intimidatori anche al Centro - Nord, dal Lazio alla Liguria

È stato presentato il 7 Dicembre a Roma, presso la sede della Provincia, il Rapporto Amministratori sotto tiro.
Intimidazioni mafiose e buona politica curato da Avviso Pubblico. All’evento sono intervenuti:
Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma
Andrea Campinoti, Presidente di Avviso Pubblico
Rodolfo Sabelli, Presidente Associazione Nazionale Magistrati
Francesco Forgione, già Presidente della Commissione parlamentare antimafia
Umberto Santino, Presidente del Centro Siciliano di Documentazione. “G. Impastato”
Franco La Torre, Figlio di Pio La Torre e Presidente di Flare.
Hanno portato la loro testimonianza i Sindaci di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole; di Polistena, Michele Tripodi; di Vittoria, Giuseppe Nicosia.
I dati del Rapporto mettono in luce chiaramente e drammaticamente questi aspetti:
  • il numero delle minacce e delle intimidazioni mafiose e criminali nei confronti degli amministratori locali e del personale della Pubblica Amministrazione è in sensibile aumento: si è passati da 212 casi del 2010 ai 270 fatti censiti nel 2011 (+ 27%); gli atti intimidatori non si registrano soltanto nel Mezzogiorno – dove si conta la maggiore numerosità dei casi – ma anche nelle regioni centro-settentrionali dell’Italia, tra cui il Lazio, la Toscana, l’Emilia Romagna, la Liguria, la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige;
  • le minacce nei confronti degli amministratori locali sono sia dirette – nel senso che colpiscono direttamente le loro persone – che indirette, vale a dire che colpiscono le strutture e i mezzi comunali;
  • il 2012 è un anno in cui si registra un record negativo dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa: ben 25.
Dietro la maggior parte dei numeri citati in questo Rapporto esiste la storia di tante donne e di tanti uomini che vivono la politica e il loro operato all’interno della Pubblica Amministrazione come un servizio per il bene comune. Si tratta di persone normali, che sovente amministrano comuni di piccole e medie dimensioni, che non godono di particolari privilegi, di grosse indennità economiche e nemmeno di protezioni particolari.... Il rapporto completo è pubblicato anche on-line sul sito di Avviso Pubblico.