giovedì 14 giugno 2012
lunedì 11 giugno 2012
Giuseppe Valarioti, un eroe civile
Tra le notizie di oggi leggo: “Pio La Torre, dopo 30 anni si riapre l’indagine...”, Ah, però... dopo 30 anni siamo ancora alla ricerca dei possibili mandanti? Beh, al tempo “sparirono” documenti ed appunti che il Segretario regionale del PCI era intenzionato di affidare a dei professori universitari per fare luce sulla strage di Portella delle Ginestre... si disse nell’82, ma di questo materiale si perse traccia e memoria...Poi leggo: “Trattativa Stato-mafia: indagato Mancino per falsa testimonianza”.... Ma guarda! Fammi pensare, ma Mancino, ma non è l’ex Ministro degli interni, già Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Presidente del Senato, per 2 volte presidente della Giunta regionale in Campania... Falsa testimonianza nel processo del Generale dei Carabinieri Mario Mori sulla trattativa tra Stato e mafia? Avviso di garanzia Nico’! ... OHIBO’ !
Ora che ci penso, qualche tempo fa all’uscita dell’aula del tribunale per quel processo, il P.M. Antonio di Matteo ebbe a dire: “QUI QUALCHE UOMO DELLE ISTITUZIONI MENTE....”
Un’affermazione che scuote il sistema dalle fondamenta, trattandosi di stabilire se vi fu trattativa nel 92 – 93 con questo branco di assassini, non trovate?
Stasera torna in mente la canzone di Celentano “il mondo in MI settima”, ricordate? “Queste cose oggi non succedono più e poi, chissà di quand’è questo giornale...... E’ DI OGGI ! ”
E poi, mi imbatto nella recensione di un libro poco pubblicizzato: “Il caso Valarioti” (Rosarno 1980: così la 'ndrangheta uccise un politico (onesto) e diventò padrona della Calabria)...
Già, Giuseppe Valarioti, leggo: “un altro politico (onesto) ucciso dalla mafia calabrese, un professore di lettere con la passione per l’archeologia, convinto che l’impegno politico sia prerogativa fondamentale dell’uomo di cultura. Che l’impegno antimafia sia il fine e l’inizio dell’attività politica. Un maestro, un dirigente del Pci di cui la sinistra oggi sente terribilmente la mancanza. Fare la guerra alla ‘ndrangheta a casa sua, affrontare i mafiosi a viso aperto, senza scorta e senza spalle istituzionali. Farlo non per coraggio ma per coerenza, politica e civile. Peppe Valarioti è stata una delle pagine più belle e brillanti del PCI, stroncata da una ‘ndrangheta fottuta dalla paura per quell’intellettuale con gli occhiali quadrati e le lenti spesse, la notte tra il 10 e l’11 giugno del 1980: “... aiuto compagni mi spararu”, la corsa verso l’ospedale e poi il vuoto”....
Il vuoto creato da quegli spari che hanno avuto la durata di un momento, un vuoto infinito creato dal silenzio complice.
Si, la mafia uccide, il nostro silenzio pure. Certo la paura può far tremare i nostri denti, ma quando le nostre coscienze non riescono ad ignorare questa lunga scia di sangue, ci chiediamo come è possibile che sia successo tutto questo? Quello è il momento di dire adesso basta! Troppe volte ci siamo girati dall’altra parte e dimenticarli significa lasciare che accada ancora.
sabato 2 giugno 2012
Ponteranica cancella Peppino Impastato
“Lunga è la notte e senza tempo” scriveva Peppino Impastato in una sua poesia.
Lunga e infinita
questa notte della Repubblica italiana, dove il delirio leghista del
recupero delle tradizioni e dialetti porta il sindaco di Ponteranica,
piccolo comune del bergamasco a rimuovere la targa dedicata a Peppino
Impastato dalla biblioteca comunale.
Meglio dedicarla a
una “personalità locale” che a un giovane giornalista e militante
politico che ha dedicato la vita alla lotta contro la mafia e che da
cosa nostra è stato trucidato nel maggio del 1978.
Ci
sono voluti anni per arrivare alla verità sull’omicidio di Impastato e
perché terminasse la campagna diffamatoria nei suoi confronti.
Ma per il sindaco leghista niente può cancellare la macchia, la colpa di essere meridionale.
Il
sindaco leghista di Ponteranica Cristiano Aldegani aveva giurato - tre
anni fa, nel settembre del 2009 - che dopo aver tolto la targa (messa
dalla ex maggioranza) che intitolava la biblioteca comunale di via
Valbona a Peppino Impastato, non l'avrebbe più rimessa. Avrebbe invece
voluto intitolare la biblioteca a padre Giancarlo Baggi, prete dei
Sacramentini, scomparso nel 2000.
Ne
erano nate polemiche, arrivate fino in Sicilia, al paese di Peppino
Impastato. Ma poi l'iniziativa era rimasta ferma, anche perché non erano
ancora trascorsi dieci anni dalla morte di padre Baggi, necessari per
l'intitolazione. E la questione sembrava dimenticata.
Da
quell’episodio, lo ricorderete nacque una mobilitazione nazionale di
sindaci ed associazioni che hanno intitolato decine di biblioteche,
strade, piazze, parchi, luoghi di pubblico interesse, sezioni di
associazioni ecc. al militante antimafia siciliano
Fino
a ieri (30/5), quando il sindaco ha mandato gli inviti
«all'intitolazione della biblioteca comunale a padre Baggi, che si terrà
a Ponteranica martedì 5 giugno, anche con il coinvolgimento delle
classi di 5ª elementare, che deporranno un loro elaborato grafico.
Un'iniziativa
che ha sorpreso consiglieri, cittadini e le associazioni che, tre anni
fa, si erano battute per far cambiare idea al sindaco. A cominciare
dalla sezione provinciale dell'associazione Libera e dal Comitato per Peppino Impastato: «È stato un fulmine a ciel sereno, non c'era nulla nell'aria che potesse far pensare a questa decisione improvvisa», dice Vanni Cassis, referente di Libera Bergamo. Che aggiunge: «Sembra che nemmeno le scuole, coinvolte nell'iniziativa, sapessero dell'intitolazione a padre Baggi. Non ci giriamo dall'altra parte nemmeno questa volta. Stiamo pensando a cosa organizzare per esprimere il nostro no a questa iniziativa.». Sulla stessa linea, anche il Comitato per Impastato, che con il suo referente Carlo Colombi dice: «Voglio
ricordare che gli stessi padri Sacramentini avevano chiesto
all'amministrazione di non "usare" padre Baggi in contrapposizione con
Impastato, ma di dedicargli un altro luogo. Questo è un fatto grave, reagiremo».
Notizie di mobilitazioni si stanno intanto susseguendo e sono divulgate da giornali e dal web in tempo reale:
Fra le prime, quella molto singolare di GIULIO CAVALLI,
scrittore, attore, regista, dal 2010 consigliere regionale per S.E.L.
in Lombardia: una petizione via web che genera ed invia in automatico
una e-mail al Sindaco leghista di Ponteranca Aldegani, con il testo
sotto indicato.
Questo il testo della mail che arriva al Sindaco di Ponteranica sottoscrivendo l’appello a questo sito
Caro sindaco, apprendo
dalle agenzie di stampa l'intitolazione della Biblioteca Comunale a
"Padre Giancarlo Baggi" che, inevitabilmente, riaccende la questione
della precedente rimozione della targa alla memoria dell'attivista
antimafia Peppino Impastato barbaramente ucciso dalla mafia. Già
nel 2009 aveva preso questa decisione (negata da uno stop della
Prefettura per questioni burocratiche) e anch'io faccio mie le stesse
parole usate dal fratello di Peppino, Giovanni Impastato, in quei giorni
quando disse «Ho provato fastidio per ciò che è accaduto. È una cosa
indegna, un gesto incivile che offende la dignità umana. Nella scelta
del sindaco di Ponteranica leggo solo razzismo. A parole si parla di
lotta alla mafia ma da certi fatti come quello di Ponteranica si capisce
che la lotta alla mafia non interessa».
Ritengo
(come tanti altri cittadini) che la sua ostinazione sia un'inutile
provocazione che di certo non rende giustizia alla memoria di Peppino e,
ancora meno, ai tanti (anche nel suo paese) che credono nelle idee di
una generazione che ha avuto il coraggio di ribellarsi alla mafia.
Sicuramente
la scelta di intitolare al caro Padre Baggi qualche altro significativo
luogo del suo paese eviterebbe di lasciare intendere in questa sua
decisione un tentativo di rimozione culturale della figura di Peppino
Impastato.
Siamo sicuri di un suo ripensamento e di una sua assunzione di responsabilità.
* * * * * * * * *
(Fonte: bergamonews.it )
La richiesta è di padre Giuseppe Bettoni, vice provinciale dei Padri Sacramentini.
“Non siamo stati invitati e nemmeno informati. Riconfermiamo la nostra distanza da questa iniziativa del Comune di Ponteranica. Padre Giancarlo Baggi aveva grande sensibilità culturale e ci dispiace che la sua persona venga strumentalizzata e contrapposta a quella di Peppino Impastato,
che ha dato la sua vita per combattere la mafia. Se si voleva ricordare
padre Baggi bastava scegliere un altro luogo, una via, una piazza, una
sala. Lanciamo un appello perché il sindaco Aldegani riveda la sua posizione”.
Per
ribadire la loro contrarietà i padri Sacramentini, Libera e il Comitato
per Peppino Impastato hanno deciso promuovere una serata per il
prossimo 13 giugno per mettere a confronto le due figure di Peppino
Impastato e di Padre Baggi. Intanto hanno deciso di tenersi lontano
dall’annunciata cerimonia di intitolazione della biblioteca civica al
sacerdote bergamasco: “Non vogliamo creare tensioni”.
Anche i familiari di padre Baggi si dicono stanchi di questa strumentalizzazione del proprio congiunto.
* * * * * * * * *
Chi invece ha deciso di protestare contro la decisione del sindaco Aldegani sono il Movimento Studentesco e Rifondazione comunista che promettono contestazioni e presidi proprio nella giornata di martedì 5 giugno.
Insomma
gli animi tornano a scaldarsi anche sul Web, proprio come tre anni fa
quando il sindaco di Ponteranica appena eletto, e a capo di una
maggioranza di Lega e Pdl, come primo atto del suo mandato decise di
togliere la targa della biblioteca, intitolata a Peppino Impastato nel
2008 dopo una serie di iniziative e percorsi culturali ed educativi per
far conoscere la battaglia contro la mafia.
Fa
paura Peppino, un simbolo della lotta contro la mafia, anche a quei
poteri che affondano le proprie radici in una realtà, come quella della
Lombardia o dell’Italia settentrionale, caratterizzate da una larga
fetta di economia occulta e malavitosa cresciuta grazie agli spazi
concessi da componenti o forze politiche che hanno fatto de liberismo
selvaggio e dell’affarismo arrembante la propria stella polare.
Non è pensabile che la provocazione del sindaco leghista di Ponteranica, per la sua gravità, possa passare in secondo piano.
Contro tale provocazione occorre che insorga un largo schieramento democratico ed antifascista.
Facciamo sentire la nostra voce per rimettere la targa di Peppino Impastato al suo posto !
giovedì 31 maggio 2012
mercoledì 30 maggio 2012
2 giugno Festa della Repubblica. Appello inviato al Presidente Giorgio Napolitano
Un appello per chiedere di sostituire la parata del 2 Giugno con iniziative di valorizzazione dei tanti operatori civili italiani che ogni
giorno lavorano per la Pace
e la Nonviolenza
in tutto il mondo, rischiando anche la propria vita. E' questa l'iniziativa proposta quest'anno da Pax Christi, rielaborata dall'Associazione Mestizaje di Cecina, a cui ha aderito il Tavolo per la Pace della Val di Cecina, con l'invito alle Amministrazioni Locali di adeguarsi allo spirito ed ai contenuti dell'appello, nel partecipare o promuovere le celebrazioni della Festa della Repubblica.
Questo l'appello al Presidente:
Castagneto Carducci, li 17/05/2012
al Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano
Appello al Presidente della Repubblica
per l’abolizione della parata militare del
2 giugno e sua sostituzione con iniziative di valorizzazione delle tante
esperienze di associazioni e persone che, nel rispetto dell’art. 11 della
Costituzione, ogni giorno lavorano per la Pace e la
non violenza.
Non possiamo parlare del 2 giugno in
maniera “alternativa” senza mettere in conto le solite critiche che ci verranno mosse: di
non essere patrioti, di non tenere ai simboli della patria e alle nostre radici
storiche, di essere antimilitaristi e così via……. Premettendo, questo vogliamo ricordare che
in questa data, nel 1946, si svolse il referendum istituzionale nel quale la
maggioranza degli italiani e per la prima volta anche delle italiane, fu chiamata a
scegliere tra Monarchia e Repubblica, pronunciandosi a favore di quest’ultima.
Il 2 giugno 1946 segna quindi una data fondamentale della storia dl nostro Paese:
la nascita della Repubblica attraverso il voto di tutti gli Italiani, uomini e
donne, quest’ultime escluse dal voto fino a quel momento!
E Repubblica cosa significa? La Repubblica è una forma
di governo di carattere rappresentativo in cui l’organo supremo
viene eletto dai cittadini o dal parlamento, e seppur con forme diverse è espressione di
democrazia, di rappresentanza della volontà del popolo.
Quindi ci chiediamo come mai una festa che
dovrebbe essere appunto dei cittadini, del popolo, venga celebrata con le parate
militari, la sfilata delle armi, la mostra degli ordigni bellici! Il due giugno sarebbe
bello veder sfilare le persone e le associazioni che si sono impegnate in azioni positive e
per la costruzione di un Mondo migliore: il volontario di Emergency che mentre
lavorava nell’ospedale aperto a tutte le etnie è stato rapito e liberato, lo studente che
ha denunciato il sopruso dei bulli su un compagno disabile, i ragazzi di Libera che
vanno a lavorare nei campi confiscati alla mafia, la famiglia dell’immigrato che ha
salvato in mare persone che stavano per affogare ed è morto, e così via………
Riteniamo sia fondamentale non promuovere
mai, sia a livello nazionale che locale, eventi tesi a esaltare la cultura bellica,
ma continuare a sviluppare invece la promozione del servizio civile e le
iniziative per la formazione dei corpi civili di pace, quali strumenti efficaci e
alternativi agli interventi militari, per sconfiggere le sciagurate scorciatoie delle guerre e del
terrorismo.
Questo perché occorre, se vogliamo davvero
dare un segnale di cambiamento, cercare di ripensare che il vecchio Mondo è stato
costruito sulle macerie delle guerre e se a quel tempo erano giustificate dalla “liberazione
dei popoli”, oggi non possiamo trasformarle in “missioni di pace”: c’è
pace in Iraq, in Afganistan, in Libia? Sono solo coperture per salvaguardare “affari
ed interessi economici o l’appropriazione di risorse naturali”; ed i popoli
difficilmente possono trarre un “segnale di pacificazione” attraverso “strumenti e
simboli di guerra”! La nostra Repubblica è fondata sulla Costituzione e l’art.11
ripudia la guerra e si basa su altri principi: il lavoro, la giustizia, la libertà, la
salute, l’educazione,ecc.
Per questo chiediamo di abolire la parata
militare del 2 giugno,
oltre al motivo della necessità di risparmio economico (l’anno
scorso costò quasi 10 milioni di euro), in tempo di crisi e mentre si
impongono pesanti sacrifici ai cittadini.
Per tutti questi motivi Noi continuiamo
a chiedere con forza che il Parlamento ed il Governo non confermino l’enorme
spesa di oltre 10 miliardi di euro per l’acquisto dei cacciabombardieri F35 e che ci si avvii alla revoca delle loro
ordinazioni.
Segreteria Tavolo per la Pace della Val di Cecina
Palazzo Comunale di Castagneto Carducci,
via Marconi n. 4
Tel
0565 778261 - Fax 0565 763845 cell. 333 2526023
pace@comune.castagneto-carducci.li.it
martedì 29 maggio 2012
Montecerboli-Larderello un intero territorio per la pace, la giustizia e legalità
Centinaia di persone, forse 500,
(altrettante a Cecina la sera con Don Ciotti) hanno partecipato giovedì 24
maggio alla 6^ Camminata per la Pace Montecerboli – Larderello, stavolta
incentrata sui temi della legalità, giustizia e democrazia e organizzata dal
Tavolo per la Pace
della val di Cecina in collaborazione con i Comuni di Pomarance e Cecina.
Vivace e convinta la partecipazione di tanti cittadini e giovani con tanti
gonfaloni dei Comuni del Tavolo per la
Pace, della provincia di Pisa e della regione Toscana, oltre
ad un consigliere della provincia di Livorno.
Altre associazioni hanno partecipato con
le loro bandiere o gonfaloni: l’ANPI
di Volterra e Pomarance, Combattenti e Reduci di Montecerboli-Larderello, gli
scouts dell’AGESCI di Montecerboli,
il gruppo Arcieri “il cerbero” e i 4 rioni di Montecerboli, la Pro loco di Valle, i
circoli ARCI, ACLI, LIBERA sezione di Volterra, la CGIL
di Volterra, lo SPI CGIL di
Pomarance e la FILCTEM CGIL di
Larderello.
La Filarmonica Giacomo Puccini di Pomarance ha aperto la manifestazione e, con Bella Ciao e
l’Inno Nazionale, ha segnato la partenza e l’arrivo fin dentro il bel Teatro
Florentia di Larderello, allestito appositamente con la fattiva collaborazione
della Cooperativa Larderello-Mare.
Il Comune di Monterotondo ha attivato una sua convenzione con Tv9
di Grosseto che ha ripreso l’intera manifestazione con un servizio speciale di
circa 20 minuti, già in onda con diverse repliche. I coloratissimi e allegri
Maggerini di Lustignano hanno accompagnato la Camminata con i loro
canti popolari concludendo in Teatro con due commoventi versi scritti e cantati
per Don Armando Zappolini, principale
protagonista della serata e per Don
Ciotti, poi consegnati la sera in copia alla conferenza di Cecina.
Infatti con suo grande dispiacere Don Luigi non è riuscito
ad arrivare in tempo a Larderello a causa del protrarsi degli impegni in
Sicilia, proseguiti, dopo la cerimonia a Corleone per Placido Rizzotto, nel
pomeriggio, a Portella della Ginestra, inizialmente non prevista.
Al Teatro Florentia il banchetto di Emergency e dell’Associazione
Mondo Migliore, con i prodotti del commercio equo e di Libera Terra, hanno accolto le centinaia di partecipanti.
Benedetto Randazzo del Tavolo per la Pace con l’ausilio di un
video ha raccontato l’importante evento del 9 maggio a Cinisi (PA) in ricordo
di Peppino Impastato.
La consigliera comunale Sandra Scarpellini di Castagneto Carducci
è intervenuta sul concorso “Largo…a Peppino Impastato” con cui
sono stati coinvolti gli studenti di Castagneto e Donoratico auspicando
l’esportazione di questa bella esperienza (confermata anche dai tanti disegni affissi alle pareti
del Teatro), anche in altre scuole della Val di Cecina.
Lorella Nardi ha letto una bella e appropriata poesia e, come
sempre, molto apprezzato e molto efficace l’intervento centrale di Don Armando
Zappolini. sui temi in discussione.
In seguito il saluto del consigliere provinciale Massimiliano Casalini, in
rappresentanza della provincia di Pisa,
che ha sottolineato alcuni aspetti, tra cui lo scandaloso acquisto degli F35,
argomento ripreso in conclusione da Graziano
Pacini, coordinatore del Tavolo, che ha rammentato in particolare il
recente appello inviato dal Tavolo per la Pace della val di Cecina al Presidente della
Repubblica.
In tale appello infatti, oltre alla richiesta di revoca
dell’acquisto di armamenti, si è anche avanzata la richiesta di abolizione della parata militare del 2
giugno e sua sostituzione con iniziative di valorizzazione delle tante
esperienze di associazioni e persone che, nel rispetto dell’art. 11 e
dell’intera Carta Costituzionale, ogni giorno lavorano su principi di Nonviolenza,
Pace, Diritti, Giustizia e Legalità.
La manifestazione si è conclusa con il ringraziamento a tutti per
la bella e proficua serata che ha dato
un contributo non indifferente alla prosecuzione della lotta per il
raggiungimento di questi obiettivi.
Questo il video realizzato da Benedetto Randazzo con le immagini delle manifestazioni di Cinisi in occasione della ricorrenza del 34° anniversario della morte di Peppino Impastato.
mercoledì 23 maggio 2012
Questa è l'ora
Per i fatti accaduti in questi giorni non ci sono parole, penso che neanche chi solitamente scrive riesca a trovare le parole giuste per esprimere/interpretare con pienezza il sentimento che si annida in queste ore nel profondo del cuore di tutti noi. Una grande forza la esprimono queste parole di Don Tonio Dell'Olio... una "pacca sulla spalla" ed il braccio di un amico che ti cinge le spalle mentre all'unisono ti incammini con lui nella direzione giusta e senza aspettare “la pedata di Dio” invocata da Don Luigi Ciotti a Cinisi..... Grazie Tonio!
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